Caffè solubile: il preferito in un ampio settore di mercato



L’origine del caffè solubile affonda le sue radici nel lontano 1771, anno in cui venne registrato il brevetto. In realtà il periodo del suo effettivo sviluppo e maggiore utilizzo risale all’inizio del XX secolo, quando è stato commercializzato in molti paesi del mondo ed ha acquisito la sua autorevolezza tra i prodotti alimentari di maggiore consumo. Una delle ragioni dello sviluppo di questo particolare tipo di caffè sta nella sovrapproduzione di caffè in quel determinato periodo, soprattutto in Brasile.

 

I dati di consumo del caffè solubile

Un’indagine sui principali prodotti di consumo Italiani, condotta nel 2014 e che include anche il caffè solubile, lo portava già in vantaggio, rispetto al caffè classico preparato con moka. Così di seguito, una più recente indagine, effettuata da Nielsen MAT nel 2015, lo porta ancora in vantaggio, per un valore totale di 86 milioni di euro di fatturato totale, solo relativi al consumo nazionale.

In termini assoluti, un consumo totale di 3.900 tonnellate di caffè solubile, indicate dai differenti test effettuati nel corso del tempo, sta a sottolineare l’importante crescita del trend di consumo di questo tipo di caffè, proprio perché sempre più persone lo preferisce.

Attualmente, il consumo di caffè solubile, rappresenta circa il 20% del consumo di caffè nel paese e, considerando la rilevanza dei dati precedentemente indicati, a questo punto un imprenditore, benché piccolo (come un negoziante di rivendita di prodotti alimentari), non può sottovalutare l’importanza di questo prodotto.

Chi sono i principali consumatori di caffè solubile?

Il caffè solubile è consumato da tutti coloro che cercano un gusto di caffè più mite, rispetto a quello espresso e tempi di preparazione decisamente più veloci.

In genere ha due grandi gruppi di seguaci: in uno rientrano le donne di mezza età, che non vogliono smettere di bere caffè, ma preferiscono un sapore più delicato; nell’altro rientrano i giovani che non sono ancora abituati a prendere il caffè espresso e che trovato in questo modo una forma rapida di abituarsi gradatamente al sapore deciso.

Marchi del caffè solubili

Sul fronte nazionale, il leader indiscusso è il marchio Nestlè con il suo Nescafè che nel corso dell’ultimo ventennio è penetrato del tutto nel mercato con il caffè solubile, proponendo un ottimo prodotto ad un costo contenuto. Ma non è il solo a proporre un buon prodotto, anche Lavazza propone una sua miscela di caffè solubile molto apprezzata; anche la Hag propone un’interessante variante di caffè solubile decaffeinato; in netta contrapposizione alle aziende canoniche ci sono anche marchi di commercio equo e solidale, che propongono dell’ottimo caffè solubile, ideologicamente compatibile con le idee di molti, prima tra tutte queste aziende c’è Altromercato, con il suo caffè solubile di altissima qualità, proveniente dalla Tanzanie e certificato Bio.

È un prodotto, come già detto, indicato per un tipo di commercio rivolto al consumo domestico, ma in alcuni casi è proposto ed indicato anche nel mercato HO.RE.CA. e, per chi ha deciso di proporre un’alternativa valida al caffè solubile prodotto dai soliti marchi, non resta che scegliere dei fornitori di caffè solubile ed offrire il migliore prodotto possibile ai propri clienti.

Altre considerazioni sul caffè solubile

Caffè Solubile

Il caffè solubile può essere ottenuto con diversi metodi di lavorazione, senza alterare in nessun caso il sapore. Infatti, un consumatore medio non riesce a notare la differenza di sapore che salta al gusto di un degustatore esperto; ciò che, in genere, il cliente richiede da questo prodotto è: un buon sapore, una buona solubilità in acqua o latte, quindi, senza formare grumi e nel caso del consumo domestico è importante anche che abbia un buon tempo di conservazione.

In riferimento a quest’ultimo punto, come tutti i prodotti di fabbricazione industriale, la scadenza del prodotto integro e con sigillo di garanzia intatto è indicata sulla confezione, l’unico accorgimento che si dovrebbe tenere, sarebbe la cura di conservarlo in un luogo senza eccessiva umidità e non troppo caldo. Questo presupposto, cambia nel momento in cui il sigillo di garanzia viene rotto e la confezione viene aperta. Infatti, per conservare tutte le sue proprietà organolettiche, consigliamo di tenere il prodotto in frigorifero ed, in ogni caso, è preferibile consumarlo entro un tempo non superiore ai due mesi.

Se la vostra azienda è inserita nel settore alberghiero, è preferibile proporre ai vostri clienti un prodotto in formato monodose, per non rischiare di pregiudicare la qualità del prodotto offerto. Ci sono molte marche che offrono questa possibilità, in ogni caso vi raccomandiamo di testare sempre la qualità di un nuovo prodotto prima di offrirlo ai vostri clienti e di seguire sempre i consigli dei vostri fornitori, così da evitare sorprese.